Evento realizzato in collaborazione con OfficinaAcrobatica, all'interno della rassegna OFF SPETTACOLI.                                

Event organized in collaboration with OfficinaAcrobatica, in the frame of OFF SHOWS Festival. 

11 June

18.30 pm | DLF Officina Acrobatica

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PROP

a cura di  / curated by Myelin Zone

concetto / concept: Sabrina Marzagalli e Francesca Pedullà

coreografia e corpo /Choregraphy & body: Francesca Pedullà

corpo oggetto/prop:  AD HOC legno&disegno 

musica originale - live/original live music:  XU circle  Alessandro Bartolena

assistenza alla coreografia e disegno luci/ Light and assistent: Frey Faust

facilitazione creativa/creative assistent: Shannon Cooney

assistenza drammaturgica/dramaturgical assistent: Davide Francesca

fotografia/photo: Beatrice Testa e Federica Guglieri

Con il supporto di/supported by: TFK Berlin, Accademia di Belle Arti di Genova, Teatro Akropolis, Genova

"Osservo il mio corpo con insistenza, presto gli chiederò di modificare la propria struttura per perdere quella neutralità. Gli chiederò di mutare, di svilupparsi, di farsi crescere nuove appendici, di essere altro.”  

"I observe my body with insistence, soon I will ask it to change its structure to lose that neutrality. I will ask it to change, to develop, to grow new appendages, to be something else."

(liberamente ispirato a / inspired by P.P Campanini)

 

Cosa racconta un corpo messo in relazione? Come lo si può guardare? Qual’è il limite fra me e te? Dove inizio io? Dove finisco? Dove cominci tu? Come annullare il confine?  Come renderlo visibile ? Che cosa vuol dire collaborare? Chi muove chi?

Al centro del lavoro la relazione fra un corpo umano e un corpo non umano. Identità e alterità si rinviano l'una all'altra mentre nascono un nuovo corpo e una nuova percezione dello spazio. Il lavoro racconta di questa relazione/trasformazione, dei corpi prima dell’incontro e dei corpi nell’incontro, attraverso la sinergia o l’attrito tra coreografia, proiezioni e ambienti sonori.

What does a related body tell? How can you watch it? What is the limit between you and me? Where do I start? Where do I end up? Where do you start? How to cancel the border? How to make it visible? What does it mean to collaborate? Who moves who?

At the center of the work is the relationship between a human body and a non-human body. Identity and otherness refer to each other while a new body and a new perception of space are born. The work tells of this relationship / transformation, of the bodies before the encounter and of the bodies in the encounter, through the synergy or friction between choreography, projections and sound environments.

A seguire live concert di musica elettronica sperimentale con THE RITUAL SPHINX / Alessandro Bartolena, 

Following electronic sperimental music live concert with THE RITUAL SPHINX  Alessandro Bartolena.

Evento realizzato in collaborazione con OfficinaAcrobatica, all'interno della rassegna OFF SPETTACOLI.                                 

Event organized in collaboration with OfficinaAcrobatica, in the frame of OFF SHOWS Festival. 

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12 June

18.30 pm | DLF Officina Acrobatica

Tears of nature

Performance a cura di | A performative by:

Architetture di Corpi 

Concetto / concept: Nuvola Vandini

Drammaturgia del movimento / movement drammaturgy: Nuvola Vandini

Partitura sonora / sound dramaturgy: Duccio Lombardi

Con il sostegno di/supported by: Compagnia Virgilio Sieni -Centro nazionale di produzione Firenze, nell'ambito di Festival cantieri Culturali Firenze 2020; h(abita)t – Rete di Spazi per la Danza e Crexida/Fienile Fluò

Tears of Nature si gioca in quella linea sottile che distingue reazione a e resistenza a. Per dirla con Deluze, ci sono relazioni che potenziano e altre che depotenziano i corpi. Come convertire la direzione delle relazioni al fine di mantenere l'integrità e dunque la piena potenza del corpo? Una donna resiste, ancora lontana da innescare una reazione capace di svoltare il piano della relazione, lei resta. La potenza si trova immobilizzata. Sventare l'azione di una cosa cattiva significa impedirle di distruggere i rapporti che mi costituiscono: per questo occorre tenderli come se fossero un muscolo. 

Tears of Nature is played in that fine line that distinguishes reaction to and resistance to. In the words of Deluze, there are relationships that strengthen and others that weaken the bodies. How to convert the direction of relationships in order to maintain integrity and therefore the full power of the body? A woman resists, still far from triggering a reaction capable of turning the plane of the relationship, she remains. Power is immobilized. To foil the action of a bad thing means to prevent it from destroying the relationships that constitute me: for this reason it is necessary to stretch them as if they were a muscle.

A seguire live concert con Duccio Lombardi  / Arpa.  

Following live concert with Duccio Lombardi / Arpa. 

Evento realizzato in collaborazione con / In collaboration with:  ZED FESTIVAL

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26 September

19.00 pm | AtelierSi

The body as archive

Regia/Directed by Michael Maurissens

Drammatturgia/ Written by Michael Maurissens and Darko Dragičević

Assistente alla direzione / First Assistant Director Darko Dragičević

Direttore della fotografia / Director of Photography & Editor Alexander Basile

Musica originale di /Music composed by Gregor Schwellenbach

Produzione / Produced by CARRÉ BLANC PRODUCTIONS

http://www.thebodyasarchive.com/

The Body as Archive is a documentary film based on research that considers ways in which the dancer’s body can be regarded as archive. Dancers create, accumulate and carry knowledge - where is it stored and what do they explore through their practice?

Dancers create, accumulate and carry knowledge - where is it stored and what do they explore through their practice? Is it possible to locate kinetic knowledge and understand its connection between subjective vision and objective realisation?

How do cultural and social contexts reflect in the body of a dancer?

The Body as Archive explores the role of dancer in the preservation of collective knowledge, it’s transmission and it’s accessibility.

The Body as Archive è un film documentario basato su una ricerca che considera i modi in cui il corpo del danzatore può essere considerato un archivio. I ballerini creano, accumulano e trasportano la conoscenza: dove viene immagazzinata e cosa esplorano attraverso la loro pratica? I ballerini creano, accumulano e trasportano la conoscenza: dove viene immagazzinata e cosa esplorano attraverso la loro pratica? È possibile localizzare la conoscenza cinetica e comprendere la sua connessione tra visione soggettiva e realizzazione oggettiva? Come si riflettono i contesti culturali e sociali nel corpo di un ballerino? The Body as Archive esplora il ruolo del danzatore nella conservazione della conoscenza collettiva, la sua trasmissione e la sua accessibilità.

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28 September

20.00 pm | AtelierSi

The exchange

Concetto/ Concept Dana Caspersen, MichaelDouglas Kollektiv
Con/
With Douglas Bateman, Michael Maurissens, Inma Rubio, Adam Ster, Sabina Perry, Susanne Grau
Co-produzione /
Co-production PACT Zollverein (Essen)
Sostenuto da /
Support Ministerium für Familie, Kinder, Jugend, Kultur und Sport des Landes NRW, Kunststiftung nrw, Kulturamt der Stadt Köln

Un progetto interattivo sul tema del conflitto

 

In che modo noi, come individui, influenziamo il livello di violenza nel mondo attraverso i nostri pensieri e le nostre azioni?

Con THE EXCHANGE, l'autrice, performer ed esperta di conflitti Dana Caspersen e il Collettivo MichaelDouglas invitano le persone interessate a entrare in uno scambio coreografico che non ha pubblico ma è sostenuto esclusivamente dalla partecipazione dei partecipanti. THE EXCHANGE è un progetto partecipativo che mette in scambio persone di diversa estrazione e generazioni che altrimenti non si sarebbero mai incontrate. Offre un quadro per l'esperienza fisica mentre si riflette sui meccanismi di violenza individuali e globali. LO SCAMBIO offre un nuovo modo di entrare nel dialogo pubblico. Un evento interattivo che smuove, costringe alla riflessione e provoca attitudine.


"Vedo THE EXCHANGE come un luogo in cui possiamo creare connessioni e pensare a come influenziamo e siamo influenzati dai meccanismi e dai fattori di violenza, e cosa possiamo cambiare". Dana Caspersen

MASSIMO 60 PARTECIPANTI

MAXIMUM 60 PARTICIPANTS

The Exchange is an interactive public event on the topic of violence, which uses practice from the fields of choreographic thinking and conflict engagement. In this event, there is no performance and no spectators, instead simple actions such as walking, sitting and talking become tools for reflection and interaction as the participants consider: What is our role in
the creation or unbuilding of systems of polarization and violence?

In The Exchange, participants use simple physical actions to reflect on and communicate their ideas and positions. They are invited to consider what they believe about the use of violence, where they learned those beliefs, and how those beliefs focus their attention and actions in conflict.
The intimacy of the conversations enabled by The Exchange create a groundwork for strengthening relationships and communities. The structured format of the event makes reflection and exchange on difficult topics more possible by creating a safe environment that also provokes a brave exchange.

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29 September

20.00 pm | Teatro delle Ariette

Human Park

Concetto /Concept: Sara Parisi e Nuvola Vandini

Corpo in scena /Performer: Nuvola Vandini

Mentoring artistico /artistic mentor: Francesca Pedullà; Anna Albertarelli

Video e suono/ Video and sound: Roberto Passuti

​Residency atResidenza: Luzzati Lab, Genova.; Teatro delle Ariette

"Any surplus is immoral"

Jenny Holzer

Per alcuni è una voragine, per altri una fessura o un solco. Un vuoto, unʼassenza
che in ogni uno di noi ha fatto sua propria casa, con precisa forma. Come scegliamo di convivere con questo spazio, che appartiene e definisce la nostra geometria interna, è singolare. È nostro andare. Come la società e lʼaltro da me si relazionano a questo spazio è affare storico, culturale e politico. La potenza e la fragilità di queste angolazioni hanno qualcosa di celestiale, di bestiale.

 

Human park è un solo coreografico che ribalta il discorso sulla dipendenza spostando l'attenzione dalle sostanze al vuoto relazionale che ne è origine.

For some it is a chasm, for others a crack or a groove. An emptiness, an absence
that in each one of us has made his own home, with a precise form. How we choose to live with this space, which belongs to and defines our internal geometry, is singular. It is our going. How society and others relate to this space is a historical, cultural and political affair. The power and fragility of these angles have something celestial, bestial.

 

Human park is a single choreographer that overturns the discourse on addiction by shifting attention from substances to the relational void that originates from it.